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Pizzofalcone Borgo di Chiaia Toledo

 

STORIA DEI LUOGHI

La collina di Pizzofalcone occupa l’area dell’antico cratere del monte Echia. Secondo la tradizione alcuni coloni provenienti da Rodi approdarono sull’isolotto di Megaride situato ai piedi della collina dando inizio, così, all’urbanizzazione del monte che fu sede dell'insediamento greco di Palepolis. 

Il promontorio di Pizzofalcone, circondato per tre lati dal mare, si presentava molto ben difeso naturalmente. L’unica impervia via d’accesso, era, infatti, facilmente controllabile. Palepoli (Città Vecchia) fu l’acropoli della città di Partenope, infatti ad appena due Km. più ad est fu fondata Neapolis (Città Nuova).

Sulla collina, che mostra tracce di antropizzazioni preistoriche, è ancora visibile un lembo del masso tufaceo che costituisce l'ossatura geologica originaria del sito, e si trovano lembi di vegetazione naturale (macchia mediterranea).

Sulla sommità della collina di Pizzofalcone il generale romano Lucullo si fece costruire una villa meravigliosa i cui giardini giungevano sino al mare. La villa fu poi trasformata in rocca nel V secolo d.C e qui pare sia stato tenuto in prigionia Romolo Augustolo l'ultimo re dell’Impero Romano d’Occidente.

Durante il medioevo tutta la collina fu sede di fortificazioni e romitaggi per l'asperità dei suoi luoghi. In età aragonese la rupe venne fortificata, e solo tra il XV e il XVI secolo, anche per l'attrazione costituita dal Palazzo Vicereale, si popolò di residenze signorili, che oggi nel loro aspetto ottocentesco danno il tono alla via Monte di Dio.

Il borgo di Chiaia si sviluppò fuori delle mura cittadine a partire dal XVI secolo. La Porta di Chiaia, che sorgeva in prossimità dell'attuale via Santa Caterina e fu demolita solo agli inizi dell’Ottocento, separava il borgo dalla città.

La zona era attraversata da un percorso costiero (l'attuale riviera di Chiaia), e uno interno (le attuali vico Belledonne, via Santa Teresa, piazzetta Ascensione, vico Santa Maria in Portico). La zona si presentava all'epoca ricca di giardini, che subirono radicali trasformazioni nella seconda metà dell'Ottocento con la sistemazione del Rione Amedeo (che iniziò nel 1859 ad opera dell'Alvino), e la realizzazione della via dei Mille (iniziata nel 1886).

Della nota palazzata della Riviera ricordiamo, fra gli altri, il palazzo Pignatelli Strongoli, opera di Antonio Niccolini (1820), quello del duca di San Teodoro, realizzato da Guglielmo Bechi (1826) in stile neoclassico, la Villa Acton, attualmente nota come Villa Pignatelli, il palazzo Carafa di Belvedere, trasformato dallo stesso Bechi (1823-33) e recentemente restaurato, quello di Ferdinando Alarçon de Mendoza, restaurato da Antonio Annito (1815) e modificato all'interno da Fausto Niccolini (1838). Anche la chiesa di San Giuseppe a Chiaia (1666-73), del gesuita Tommaso Carrese, si inserisce all'interno del fronte della Riviera, con la facciata caratterizzata da un ampio bassorilievo in terracotta al di sopra dell'ingresso.

Di fronte ai palazzi si sviluppa la Villa Comunale, che si estende tra piazza Vittoria e piazza della Repubblica. Dalla Riviera di Chiaia si dipartono verso l'interno le strade ortogonali di via Ascensione a Chiaia e di via Santa Maria in Portico che conducono alle omonime chiese.

Salendo lungo via Arco Mirelli si incontrano, sulla sinistra, le chiese di San Francesco degli Scarioni (1721) e la chiesa dei SS. Giovanni e Teresa del monastero delle Teresiane, fondato nel 1746 dalle monache di San Giuseppe a Pontecorvo. Al termine della Riviera, proseguendo lungo la via Piedigrotta, si sbocca nella piazza omonima, dominata dalla chiesa di Santa Maria di Piedigrotta, una delle chiese più popolari della città e centro della famosa festa.

Lungo il fianco destro della chiesa, si sottopassa la linea ferroviaria e si trova subito a sinistra, prima dell'imbocco della Galleria IV Giornate, l'ingresso al parco della Tomba di Virgilio, sistemato nel 1930 in occasione del bimillenario della nascita del poeta. Nello stesso parco fu eretta nel 1939 la tomba di Giacomo Leopardi. Anche la memoria di un altro poeta, Jacopo Sannazaro (1458-1530) è legata alla storia della vicina Mergellina, dove dimorò e fondò la chiesa di Santa Maria del Parto.

 

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